Radio team building: deejay per un giorno

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RADIO TEAM BUILDING: DEEJAY PER UN GIORNO.

Deejay ed esperti spiegano perché il format di team building alla radio ha una marcia in più.

Video killed the radio star? Non si direbbe a giudicare dal fatto che la radio si è affermata negli ultimi dieci anni, dopo internet, come uno dei mezzi di comunicazione che hanno aumentato il gradimento da parte del pubblico.

Anche Sky di recente l’ha valorizzata con il suo ultimo reality show, l’RDS Academy, che cercava una voce da ‘professionista’ per la radio.Ma anche chi nella vita si occupa di altro vorrebbe, almeno per una volta, provare il gusto di lanciare una ‘Top ten’.

Ciò è ora possibile, grazie a un format di team building aziendale che sta sempre più prendendo piede dimostrando di avere molto da dire in termini di trasversalità, contemporaneità e mixaggio di contenuti diversi. Nello specifico, i team aziendali saranno chiamati a creare una trasmissione radiofonica con tanto di stacchetti musicali, jingle e interventi pubblicitari. Ognuno avrà il proprio ruolo e la propria mansione ma quando si andrà in onda bisognerà essere coordinati e precisi nel rispettare tempi e scaletta.

Sintesi, efficacia, capacità di improvvisazione, tono di voce impostato, gestione del ritmo, sono tutti presupposti che stanno alla base della comunicazione in una conduzione radiofonica.

Come spiega Barbara Cifalinò, nota speaker radiofonica, emergono moltissimi spunti legati alla realtà lavorativa aziendale, dall’organizzazione del tempo alla comunicazione tra i diversi reparti aziendali, dalla gestione dei ruoli e delle gerarchie al team working e decision making: «È importante sottolineare che in questo format lo scopo non è quello di trasformare tutti i partecipanti in speaker, ma quello di farli lavorare sulla costruzione di un programma radiofonico che, contrariamente a quel che si pensa, deriva dal lavoro di più attori (autori, registi, programmatori musicali e così via…). I partecipanti, dunque, si troveranno a dover costruire insieme, divisi in sottogruppi, dei contenuti che dovranno essere coerenti con le richieste della direzione (in questo caso lo Station Manager, così come in azienda i superiori), col lavoro degli altri gruppi che costruiranno le altre parti del programma (come in azienda gli altri reparti) e col tipo di pubblico cui il programma si rivolge (così come l’azienda ha un target di riferimento per i propri prodotti). Questo lavoro, che si svolgerà con delle tempistiche molto precise (equiparabili alle scadenze aziendali) dovrà poi essere approvato dalla direzione prima della sua realizzazione pratica, proprio come avviene in un qualsiasi contesto aziendale».

«Nel lavoro spesso ci si perde in lunghe riunioni – sostiene Giorgio D’Ecclesia di Radiospeaker – email chilometriche, documenti che passano di mano in mano prima di essere approvati. Si impiegano giorni, settimane, a volte mesi prima di arrivare a una decisione. In radio tutto questo non è possibile. Un conduttore radiofonico deve saper sintetizzare al massimo i contenuti, arrivare al cuore delle questioni e degli argomenti trattati, rispettare tempi ben precisi, seguire un “clock” e proseguire improvvisando di fronte agli imprevisti. Non si può tornare indietro una volta commesso un errore in diretta. Questi primi elementi, se rapportati a un lavoro di squadra o all’interno di un’azienda, potrebbero cambiare notevolmente il modo di affrontare decisioni, tempi, rapporti tra colleghi, imprevisti, orientamento all’obiettivo e capacità di essere diretti e rapidi nelle decisioni».

LE 5 REGOLE DEL PERFETTO SPEAKER
L’esperienza di preparare e condurre un programma radiofonico lavora sulla comunicazione efficace. Ma quali sono le dinamiche per una corretta presentazione?

1. Preparare il discorso con largo anticipo – Rimandare porta solo a una maggiore ansia. La preparazione di una presentazione richiede più tempo di scrittura di un documento, perché è necessario anche il tempo per le prove.

2. Provare un discorso di fronte a qualcun altro – Avere un vero pubblico aiuta a simulare l’esperienza della presentazione di lavoro e fornisce un prezioso feedback circa la chiarezza e l’efficacia della presentazione.

3. Provare il discorso molte volte – Più si prova e più si sarà calmi e convincenti durante la presentazione.

4. Pensare positivo – Non abbattersi. Se siamo sicuri di essere noiosi, lo saremo sicuramente! Immaginare invece di fare un discorso efficace dà molta fiducia in più.

5. Respirare per un momento prima di iniziare a parlare – Troppo spesso i relatori si precipitano sul podio e iniziano a parlare prima di aver fatto mente locale. Il momento cruciale di un discorso è quel primo sguardo verso il pubblico. I format durano da una a due giornate. L’evento si svolge in due fasi: la prima è preparatoria e si tiene – a seconda delle dimensioni del gruppo – in aula o in sala di registrazione; dopo una breve parte interattiva dedicata alla teoria al gruppo vengono assegnati i ruoli e si simulano i talk da condurre alla radio nella fase successiva. Alla fine si va in onda veramente.

 

Tratto da McOnline.it

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