Squadra che vince non si improvvisa

Sono sempre più numerose le aziende italiane che ricorrono al team building. Una serie di attività che consentono a manager e dipendenti di consolidare lo spirito di gruppo.

(Vi riportiamo l’articolo pubblicato su Idea Impresa del Giornale di Vicenza – n°11 del 2016)

Il talento fa vincere le partite, ma l’intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere i campionati”. Le parole sono di Michael Jordan, fuoriclasse indiscusso del basket e grande team leader: una riflessione che calza a pennello anche in un ambito apparentemente molto diverso come quello aziendale. A ben vedere, difatti, il minimo comune denominatore consiste nel poter contare su un gruppo di professionisti che mettono a frutto ciascuno le proprie abilità, lavorando in sintonia per un obiettivo comune.

Il team building aziendale nasce proprio per ottenere questo risultato, tutt’altro che scontato in un ambiente lavorativo dove il più delle volte regnano stress e competizione. Una tecnica per certi aspetti innovativi nell’ambito delle risorse umane, che sta riscontrando un successo crescente tra manager e grandi aziende.

TRA GIOCO E FORMAZIONE

All’atto pratico, il team building consiste in una serie di attività formative volte a coltivare lo spirito di gruppo e la capacità di lavorare in armonia gli uni con gli altri. Il tutto grazie ad esperienze spesso insolite e divertenti, dove le parole d’ordine sono coinvolgimento e interazione: si va da attività teatrali, musicali ed artistiche come i cori e la pittura ad esperienze ludico-didattiche più complesse anche outdoor come l’orienteering nel bosco, l’arrampicata o i corsi di sopravvivenza, fino alla riedizione di Masterchef in azienda. Non si esclude l’eventualità di “destabilizzare” i partecipanti con scelte talvolta estreme:

«È fondamentale proporre uno scenario che si allontani dalle abitudini, dai contesti quotidiani che i partecipanti vivono all’interno dell’azienda. Questo per facilitare l’apertura al “nuovo” evitando gli schemi limitanti o negativi che abitualmente persistono in ufficio»,

spiega Davide Lentini, Managing Director & CEO di Teambuilding Experience.

Qualcuno storcerà il naso di fronte a quello che apparentemente è solo svago e gioco, ma che in realtà mette in luce aspetti estremamente importanti nel team working: «La definizione dei ruoli, l’analisi e de nizione dei problemi, le tecniche di problem solving e lo sviluppo della leadership personale, la gestione della comunicazione nel gruppo, l’ascolto attivo, il feedback, la partecipazione di ogni singolo elemento (brainstorming), sono tutte dinamiche che si ripropongono durante l’attività, che una volta tornati sul posto di lavoro le persone potranno mettere in campo».

DA DOVE SI PARTE

Per ottenere risultati apprezzabili, la proposta dei teambuilder inizia da un’attenta valutazione preliminare delle caratteristiche ed esigenze di ogni singola azienda: «esperienze e pro li diversi, nonché culture aziendali diverse, necessitano di soluzioni calibrate per poter rendere l’intervento efficace e produttivo. Bisogna approfondire con il cliente i temi da trattare, le dinamiche da migliorare e saper gestire quanto è emerso durante l’attività svolgendo il debriefing nale insieme a tutti i partecipanti. Nei giorni e mesi successivi vengono inoltre organizzati dei momenti di follow-up, in modo da osservare l’evoluzione del team sulle tematiche affrontate».

VANTAGGI CONCRETI

Gli obiettivi delle attività, pertanto, sono molteplici:

«Se ne potrebbero citare molti, tra cui il coinvolgimento, la conoscenza più approfondita fra le persone, la ducia, la collaborazione, la fusione delle diverse potenzialità individuali al fine di compattare il gruppo. E poi ancora rinforzare una memoria positiva ed intensa della vita in team, nonché far riflettere sull’importanza dei ruoli e della leadership nel perseguimento di un unico obiettivo aziendale»,

prosegue Lentini.

Così i momenti di gioco, sport, creatività o divertimento offrono l’occasione di trasformare quello che prima era un semplice gruppo di persone in una squadra affiatata e coesa: «si agisce su tutti e tre i livelli di coscienza del pensare, sentire e volere, utilizzando anche esercizi basati su un approccio analogico ed artistico. Il punto di arrivo consiste nello sperimentare e consolidare nuove facoltà e capacità, che potranno essere trasferite in modo tangibile nella quotidianità lavorativa».

Davide Lentini
Managing Director & CEO di Teambuilding Experience

(a cura di Sara Voltan)

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